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Perché beviamo caffè tostato scuro.
Ragioni storiche e culturali che hanno sviluppato la cultura italiana del caffè espresso e della sua tostatura che non si chiama italiana ma viennese .
Il caffè arriva in Europa grazie agli ottomani . Sono loro che una volta convertiti all’islam e al divieto di bere alcol iniziano a consumare quotidianamente caffè come già facevano le popolazioni arabe del deserto . Ovviamente un consumo quotidiano e continuo di caffè mal si associa ad un alto contenuto di caffeina ed i turchi comprendono che più il caffè è cotto meno caffeina contiene e più oli essenziali e quindi sapori otterranno dal caffè. Nasce cosi il caffè alla turca ancora consumato al giorno d’oggi nei bar e caffè dell’anatolia se non addirittura per strada nei bazar di Costantinopoli. I veneziani saranno i primi a commerciarne in quantità per aprire i primi caffè ma la salita al soglio pontificio del Carafa e la santa inquisizione che regnava durante il papato di Paolo IV bollò la bevanda come bevanda del demonio e tutta la sua nascente diffusione fu bruscamente interrotta per quasi scomparire del tutto in italia ed Europa del Sud, mentre nel nord Europa la riforma protestante e soprattutto le nuove colonie americane e asiatiche farà prendere al caffè tutta un’altra strada. Se quindi nel XVII secolo il caffè cominciava a diventare una bevanda diffusa e popolare nel nord Europa , nel centro e sud Europa cattolico la bevanda era praticamente scomparsa. Solo dopo la fine dell’assedio di Vienna del 1683 che il caffè torno a diffondersi nell’Europa del sud e la sua capitale diventerà Vienna ed il suo porto Trieste ampliato da Maria Teresa d’Austria proprio per diventare lo scalo europeo del caffè proveniente dall’oriente .Il caffè ebbe un enorme successo nella capitale austriaca quando fu unito a latte e panna e cioccolata oltre ovviamente allo zucchero per creare il Caffè Viennese , ricetta tipica dei gran caffè mitteleuropei del XVIII e XIX secolo. Da Vienna il caffè torno in Italia da due direzioni, una attraverso i territori occupati del nord-est dove inizio a diffondersi una bevanda fatta di caffè e crema di latte e l’altra tramite Napoli dove prima la regina consorte Maria Carolina di Asburgo Lorena impose a corte la diffusione della bevanda ed in seguito grazie all’invenzione francese della Cuccuma o macchina napoletana si diffuse in tutte le strade con baracchini semoventi che giravano per la città . Le due vie si incontreranno una volta unita l’Italia a Torino dove l’invenzione della macchina dell’espresso e la simultanea occupazione dell’Abissinia daranno un impulso unico alla diffusione del caffè in Italia : Infatti la macchina da espresso permetterà la creazione del cappuccino all’italiana e alle moltitudini delle sue derivazioni, macchiato, marocchino, estivo ,etc. , che conquisteranno il mondo generando quella falsa idea del caffè italiano come più buono del mondo anche se in Italia il caffè non è fatto per essere bevuto liscio ma macchiato. Proprio la sua origine del caffè viennese ci porta a questa conclusione. Se gli arabi avevano necessità di abbassare la quantità di caffeina nel caffè in Italia il caffè viene tostato scuro perché deve essere un concentrato da diluire nel latte o nella panna, riempito di zucchero e spezie, cosi come il suo antesignano di Vienna .

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